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*contro la violenza
*contro le guerre
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*contro la pena di morte
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*in favore della pace
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*in favore dell'integrazione
*in favore della libertà individuale
Dalla penna del cardinal Martini una riflessione su cosa significa vivere fa fede cristiana nel mondo contemporaneo. Attraverso la ricca filigrana della Lettera ai Romani, Martini riflette sul come usare le parole antiche del Vangelo per annunciare i sempre attuali contenuti del messaggio d’amore di Gesù. Occorre non buttare a mare il vocabolario biblico ed evangelico, ma ridirlo in maniera comprensibile, quasi colloquiale, affinché l’essenza dell’annuncio arrivi a tutti.
*VOLEVO ESSERE UNA FARFALLA*
Ed:Mondadori
Michela Marzano è oggi un’affermata filosofa e scrittrice, un’italiana di successo nel mondo, un’autorità negli ambienti della società culturale parigina; eppure la sua storia personale non è stata un percorso lineare verso il successo professionale e personale. Come moltissime donne ha dovuto affrontare un rapporto problematico con il cibo e con il proprio corpo: quello che gli psicologi chiamano anoressia o bulimia. In questo libro ci racconta la sua storia, cominciata da adolescente, proseguita con gli anni alla Normale di Pisa e poi con il soggiorno in Francia; un viaggio in mezzo alle tenebre, lungo e pieno di ricadute, tra amori perduti e sedute psicoanalitiche. Una battaglia oggi finalmente vinta. Attraverso questa personalissima testimonianza, Michela Marzano racconta la lotta di ciascuno di noi con il proprio lato oscuro; e ci spiega che, per star bene, non serve ribellarsi a se stessi, ma bisogna imparare a saper “perdere il filo, a non incaponirsi, a non cercare a tutti i costi di essere coerente”.
*COSI’ IN TERRA COME IN CIELO* Ed:Mondadori
La sua cattedrale è la strada, i suoi insegnanti prostitute, barboni, tossici, tutte quelle vite perdute che sono anime salve. Don Andrea allo è da cinquant’anni un prete da marciapiede, da trentanove il fondatore della “Comunità di San Benedetto al Porto di Genova”, che accoglie chi ha bisogno e chi vuole trovare un punto da cui ripartire a nuova vita. Con “Cosi in terra, come in cielo” don Gallo racconta la sua personale saga accanto agli ultimi, i suoi dissensi da una Chiesa che pure ama e a cui sente di appartenere, sviscera con ironia e preparazione le sue posizioni ribelli su temi quali il testamento biologico, l’immigrazione, la liberalizzazione delle droghe, l’aborto. Nel suo “camminar domandando” fa bizzarri incontri con monsignori, politici, transessuali, giovani inquieti, zelanti fedeli che non credono e atei che invece sperano, artisti come Vasco Rossi e Manu Chao. Lui, ottantaduenne che viaggia in direzione ostinata e contraria e che nonostante i molti meriti resta orgogliosamente un prete semplice, sgrana il rosario laico di Fabrizio De André, raccoglie le storie di bassifondi e vicoli che tanto somigliano a quelle delle Scritture, cerca l’efficacia storica del messaggio evangelico e impasta mani e cuore nelle realtà più dolorose, lavorando senza risparmiarsi affinché questa terra diventi cielo. Un prete “prete”, anarchico, discusso, amatissimo.
Eravamo solo bambini
Edizioni Piemme
Lo chiamano “il nido degli angeli” perché è un istituto che accoglie bambini senza famiglia. Mario è uno di loro, ha dodici anni ed è solo al mondo. Quando vi arriva, ha già alle spalle una lunga esperienza di brefotrofi e collegi, ma spera di trovare finalmente calore umano e affetto. Tanto più che la direttrice, una ex suora che gode fama di donna caritatevole, afferma di voler essere per i suoi sfortunati ospiti «la mamma che non hanno mai avuto». La realtà è ben diversa. Quello che Maria Diletta Pagliuca dirige con spietata crudeltà è un vero e proprio inferno in cui i bambini devono fare i conti con la fame, il freddo, i maltrattamenti, le più infami punizioni corporali. Eppure la luce della speranza non si spegne, alimentata da gesti semplici e quotidiani. Mario riesce perfino a trovare un amico, Francesco. Insieme condividono piccole gioie e grandi sofferenze, ma una notte Francesco scompare e a Mario non resta che sperare che sia riuscito a realizzare il suo sogno di fuga. Molti anni dopo, quando partono i lavori di demolizione di quel luogo di dolore, si riapre la ferita che non si era mai rimarginata. E Mario deve affrontare di nuovo i fantasmi della sua infanzia rubata.
Fai bei sogni
Massimo Gramellini
Longanesi
“Fai bei sogni” è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. “Fai bei sogni” è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. “Fai bei sogni” è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.
Steve Jobs. La vita, le opere, le contraddizioni
Federico Bona
Dalai editore
L’hanno dipinto come un genio, un pensatore, un mago del marketing, ma era anche egocentrico, nevrotico, vendicativo. Hanno cercato di spiegarne il carattere e le idee partendo dalla biografia – l’adozione, la Silicon Valley, la scoperta dello zen – ma si è detto poco dei motivi per i quali i suoi prodotti hanno funzionato e quasi nulla di quelli che hanno fatto flop. Partendo dall’immensa mole di testimonianze, interviste, monografie e documenti che Steve Jobs e chi l’ha conosciuto e ha lavorato con lui hanno lasciato nel corso degli anni, questo libro ricostruisce, attraverso le parole dei protagonisti, pregi e difetti, idee ed eccessi dell’uomo che, morendo, ci ha fatto capire quanto tecnologica sia la nostra epoca. Tra controcultura, computer, amici, avversari, errori, insulti, effetti collaterali e tutti gli altri temi utili a sintetizzare un’avventura umana e imprenditoriale impareggiabile.
Un servizio fotografico con un telefonino alla Mostra di Palazzo Zabarella di Telemaco Signorini, nato a Firenze nel 1835 e morto sempre a Firenze nel 1901.
T’ho abbandonata al sùbito svelarsi
della parete – al soffio di cobalto
del cielo, allo sforzo marmoreo
dei barcaioli.
Sei uno scafo sospeso, ligneo, in estasi
sulla pelle del fiume – sospettoso
dell’uomo, che dilania impolverato
la corrente del tempo. Poco a destra
di questo nostro istante.
Un viaggio sognato da parecchi anni! Non troppo legato a momenti religiosi, ma libero di scegliere i luoghi più interessanti e suggestivi. Mi è capitato l’occasione a Settembre 2011 di partecipare ad un viaggio ” Israele Archeologico” organizzato da un Professore di Storia Romana Antica dell’Università di Verona. L’occasione era ghiotta! Si parte. Descriverò quanto ho visto anche attraverso un servizio fotografico. Partenza da Verona per TelAviv con scalo a Roma.
* 11 Settembre*
TEL AVIV : la città bianca ha subìto l’influenza di numerose correnti tra cui la Bauhaus, la Rotshild “e ” la città che non si ferma mai” moderna,estesa per 14 km sul Mare Mediterraneo, che viene raggiunta da migliaia di lavoratori, turisti, festaioli per trascorrere la notte in nights, ristoranti. Più interessante è JAFFA, adiacente a Tel Aviv, città antica di 3000 anni, l’attuale Jaffa è di origine ottomana caratteristica per le sue case di pietra e le strette vie con il quartiere degli artisti, la passeggiata lungo il mare, il porto antico, la piazza antica, la Chiesa di San Pietro del XVII secolo.
* 12 Settembre *
CESAREA MARITTIMA -città del passato e del futuro, del nuovo e dell’antico. La Cesarea moderna è fatta di magnifici palazzi moderni , mentre la Cesarea antica offre le rovine di maestosi edifici. Il Parco delle antichità di Cesarea è il più imponente di Israele, vi si trovano resti dal periodo ellenico III sec.a.C.fino alle Crociate- XII secolo. La città prese il nome da Cesare Augusto, che la offri ad Erode . Il giro del parco è una passeggiata nella storia e camminando si può ammirare il Palazzo di Erode – il porto -l’Ippodromo – ll Teatro Romano – la piazza degli artisti- i templi – i bagni – il Mitreum e non lontano l’antico acquedotto che riforniva acqua a Cesarea. Il giro dura circa due ore.
MEGIDDO – città israelita e canaanea. Il Parco Nazionale di Megiddo è Patrimonio dell’Umanità- Si entra in questo sito da massicce porte di Salomone. Sull’altare rotondo i Cananei portavano i doni sacrificali e da qui si capisce che significato ha nella Bibbia il luogo sacro, il luogo dove Cananei ed Israeliti si recavano per il sacrificio. Ora, le rovine della città assira costruita 2600 anni fa si estendono per tutto il paesaggio. Una meraviglia di Megiddo sono i 180 gradini che scendono nel tunnel costruito da un ingegnere idraulico per incanalare l’acqua sorgente verso la città, nel XVIII secolo a.C.. Dall’alto di Megiddo si vede il Monte Carmelo e difronte Nazareth.
Proseguiamo per AKKO antica ACRI: Le onde del Mediterraneo si infrangono contro le maestose mura, roccaforte della città. La visita di Akko è indispensabile, la città è un punto di incontro tra est e ovest, tra antico e moderno, tra bellezza e storia e rende la sua visita un’avventura entusiasmante dove dietro ogni angolo si nasconde qualcosa da scoprire. L’antica Acri ci invita a svelare i suoi doppi segreti: quelli in superficie e quelli sotterranei. I segreti dell’antica Acri danno la possibilità di vivere una esperienza unica, che si può avere solo qua. Solo nell’antica Acri si può scoprire una città che si è conservata , una città del periodo crociato (anno 1300) che viene riscoperta e torna a vivere. E’ un fenomeno unico e che ha fatto meritare nel 2001 all’Antica Acri il titolo di “” Patrimonio dell’Umanità”" da parte dell’UNESCO. Qui si scopre: mura e fortezze, sale di cavalieri, chiese, sinagoghe e moschee. Religioni e popoli, dai Cananei, ai Romani, ai Crociati, ai Turchi,a Napoleone, agli Inglesi.Il tutto in un ambiente colorato e autentico : il grande “” Hahn”" che serviva come magazzino per il traffico commerciale – la Moschea Al Jazar, la più grande in Israele del 1781 – la Sinagoga del Ramchal – la Sinagoga “” Or Tora”" – la via del mercato – il Porto – il giardino di Bahaj – il tunnel dei Templari, un ordine militare-monastico che aveva lo scopo di sorvegliare i pellegrini che venivano in Terra Santa,scavato su roccia naturale è lungo 350 metri ed aveva la funzione di passaggio sotterraneo strategico che collegava la fortezza al porto. Pernottiamo al Kibbutz Lavi, un ottimo **** stelle.
* 13 Settembre *
Siamo in Galilea! Una giornata dedicata ai luoghi della vita di Gesù. Geograficamente , la Galilea è un vasto territorio che si estende dalla Valle Jezrell a sud, a Metulla a nord- dalle rive del Mediterraneo alle rive del Lago di Tiberiade. Sulla riva occidentale del lago si trova Tiberiade , la capitale della Galilea. Questa vivace cittadina concentra in sè tutti i sapori della regione.Per i cristiani il nome della Galilea evoca gli inizi della predicazione di Cristo: * il Lago di Tiberiade*: i torrenti che scendono dalle colline della Galilea settentrionale ai gettano nel fiume Giordano che si riversa nel lago di Tiberiade a 220 metri sotto il livelli del mare. E’ dalla ricchezza di queste acque che nasce il verde della Galilea: il verde argentato degli uliveti, le tonalità calde dei frutteti e delle messi. La Galilea è immersa nella bellezza dei suoi colori naturali: verde, giallo, azzurro e marrone. * il fiume Giordano* : il luogo dove Gesù fu battezzato da Giovanni Battista.Oggi questo luogo è molto frequentato dai fedeli cristiani che si immergono nel fiume per ricordare il loro Battesimo.
* la Sinagoga di Cafarnao* dove Gesù andava a pregare e predicare. Si visita il Monte della Beatitud ini, il luogo dove Gesù tenne il discorso della Montagna . Tabgha con la Chiesa della Moltiplicazione dei pani ed il Santuario del Primato di Pietro sulla riva del Lago di Tiberiade ,restaurata nel 1982 dall’ architetto padre Prodomo Alberto.
Nel pomeriggio visitiamo Banias. In periodo ellenico .la grande grotta era dedicata al Dio Pan a causa della natura lussureggiante del luogo e delle acque abbondanti che sgorgano da quella fonte, tra cui il fiume Giordano. Rientriamo al Kibbutz Lavi. *14 settembre*
In mattinata visitiamo Nazareth ,culla del Cristianesimo , la città dove, secondo il vangelo, l’angelo Gabriele annunciò a Maria che avrebbe concepito un figlio per mezzo dello Spirito Santo e dove Gesù trascorse la sua infanzia e giovinezza. I pellegrini mormorano l’Ave Maria :” Io ti saluto, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne…” Nazareth è situata nella bassa Galilea , nel cuore di una valle attorniata da montagne che abbracciano il luogo cristiano più importante, è una città intrisa di religione, fede, spiritualità.Nella città vecchia vi sono molte chiese antiche, la Chiesa dell’Annunciazione è moderna ed èla più grande basilica cattolica del Medio Oriente e costruita sulla Sacra Grotta dell’Annunciazione. Un giro per le strade di Nazareth mette in luce tutti i periodi storici della città, poichè ognuno ha lasciato un suo simbolo. Passeggiare nell’intrico di stradine che si insinuano tra gli edifici pittoreschi , chiese cristiane, monasteri, la Moschea Bianca, le bancarelle coloratissime del mercato locale di tessuti, aromi e spezie. Ogni suono, profumo, sguardo e sapore sono un’autentica esperienza mediorientale. Nazareth è troppo nuova, troppe chiese, conventi sono un pò deluso , non ha il carattere di una città orientale , odio e amore , è stata bruciata dai saraceni in odio ai cristiani, i Crociati hanno fatto altrettanto, non è rimasto nulla della patria del Cristo, questo tranquillo angolo della Galilea, dove è nato l’amore che ha sconvolto il mondo.
Il tempo ci consente di visitare il ParcoNazionale di Zippori che comprende le rovine e reperti archeologici della città romana e si trova tra le dolci colline della bassa Galilea vicino a Nazareth. Giuseppe Flavio, storico del 1° sec.d.C.lo descriveva come ” l’ornamento della Galilea”". Il nome può avere origine da ” tsipor ” che vuol dire ” uccello ” ,infatti dalla collina si ha il senso di volare. Zippori fu conquistata dai Romani nel 37 a.C.
Molto interessanti sono i mosaici che dopo 2000 anni sono ancora di uno splendore antico, ”" di era romana. ” The Nile Mosaic” Sono circa una cinquantina di figure umane e di animali che potrete ammirare durante la visione delle foto. Si prosegue per Beit Alpha per la visita dell’antica Sinagoga risalente al VI secolo d.C. che conserva uno splendido mosaico pavimentale raffigurante i 12 segni dello Zodiaco. Il pomeriggio, sotto un sole a picco, si visita Beit Shean, città prima ellenica e poi romana, le rovine della magnifica città sono visibili nella sua area principale, il Parco Nazionale di Beit Shean è uno dei più belli e maestosi. La città si estendeva su un’area di 350 acri, e si può ancora vedere i resti delle mura che la circondavano, il teatro romano ancora utilizzato per spettacoli ed eventi, un bagno pubblico, due magnifiche strade colonnate, un tempio romano,ecc. Una buona accaldata, ma ne valeva la pena! Questa sera raggiungeremo il Mar Morto, scendendo lungo la Valle del Giordano verso il Deserto della Giudea che è cinto dai monti della Giudea tra i quali il Monte dellaTentazione di Cristo e dal Mar Morto, racchiude splendide riserve naturali, siti archeologici. Il deserto si distingue per le sue rocce calcaree che formano i canyons profondi fino a 450 metri scavati dai fiumi che danno vita ad oasi con la coltivazione di frutta e ortaggi. Il Deserto della Giudea è relativamente popolato attorno ai villaggi situati lungo le rive del Giordano, lungo questa valle vennero costruiti: monasteri,fortezze che vedremo in seguito. Dopo essere passati fra colline di sabbia bianca, divengono piccole fino a diventare dune, greggi di pecore con agnellini ,qua e là delle minime oasi con alcune fonti di acqua e in questa oasi c’è Gerico :situata nelle vicinanze del fiume Giordano, molto antica, datata 8000 anni fa, oggi non è più Gerico al tempo di Cristo, non ci sono nemmeno le rovine dei monumenti di Erode ne quelle di Adriano, ma in compenso ci sono Hotel, campo di banane,palme, pergolati di viti, insomma una vegetazione lussureggiante. Gerico è anche il luogo evangelico in cui Gesù guarì due uomini: ha ridato la vista a Bartimeo e ha convertito il ricco Zaccheo. I pochi sicomori che ancora si trovano , ricordano il sicomoro sui cui rami salì Zaccheo per vedere Gesù. Nelle guide c’è scritto che a Gerico si trova la “” rosa di Gerico”" della quale parlano le scritture, ma non si trova più. Gerico oggi e’ sotto giurisdizione palestinese, ma appena fuori si trova la linea di demarcazione fra la Palestina e Israele. Lungo il tragitto ,molto suggestivo ,si vedono i monti e i villaggi della Giordania, il fiume Giordano che ci accompagna verso la meta del Mar Morto. Non e’ una cittadina, ma solo una localita’ turistica di grandi hotels. Sono stanco, meglio cenare, una breve passeggiata, e poi a nanna!
*15 Settembre*
Non aspettavo altro che farmi un bagno nel Mar Morto, non mi lascio trarre in inganno dal nome: l’acqua è ricca di minerali del suo mare, a 416 metri sotto il livello del mare,il fango nero dalle doti terapeutiche, impressionante: si rimane a galla! Il bagno è stato molto rilassante e pertanto si può affrontare una giornata molto impegnativa. Accanto agli scenari della natura del Mar Nero si trova il Parco Nazionale di Masada: http://www.youtube.com/watch?v=zrRPQk1ZnYQ&feature=relatedsi trova in cima ad una roccia isolata ai margini della Giudea e la valle del Mar Morto , 50 mt slm. Si raggiunge la sommità della fortezza o lungo un sentiero a serpente o con una comoda funivia. La storia di Masada ci viene descritta da Giuseppe Flavio,storico ebreo, e ci dice che il luogo fu fortificato da re Erode nel 40 a.C., una specie di fortezza arroccata su tre piani, circondata da un muro casamatta. Sembra che Re Erode fosse fuggito da Gerusalemme a Masada con la sua famiglia temendo per la sua vita. Nel Palazzo Nord o Villa Reale è possibile ammirare gli affreschi sulle pareti e soffitti.Nel Palazzo a Ovest si può ammirare un mosaico ancora in buone condizioni. Il complesso era ben organizzato: grandi magazzini per lo stoccaggio di generi alimentari, enormi cisterne per il contenimento dell’acqua piovana per le cucine, i bagni pubblici e c’era un sistema di ingegneriaidraulica di cannalette che partivano dall’altro e si ramificavano lungo i pendii per arrivare nelle cucine, nei bagni , nei giardini, nelle fontane , nelle Mikveh (piscine) . La fortezza ,strutturalmente funzionale in tutto, comprendeva la Sinagoga,le stanze per le scuole, una infermeria, il magazzino per le armi. Durante gli scavi sono stati trovati circa 700 “ostraca”, fogli di pietra o cocci di ceramica con scritte in ebraico o aramaico e l’autore sembra :”Ben Yair” Masada fu la cittadella reale di Re Erode , nel 66 d.C. fu l’ultimo avamposto degli ebrei “Zeloti” con le loro famiglie durante la rivolta ebraica contro i romani, i quali volevano imporre la pax romana attraverso la venerazione della statua di Caligola e l’adorazione dei loro dei. Ci fu una sollevazione totale con l’uccisione della guarnigione romana all’interno del Tempio di Salomone, che poi nel 70 d.C. Tito lo distrusse con l’uccisione di molti ebrei ed i superstiti fuggirono alla fortezza di Masada. Ma nel 72 d.C. il governatore romano Flavio Silva marciò verso Masada con 15000 persone per preparare un lungo assedio , hanno creato otto accampamenti e l’assedio durò due anni.I romani iniziarono a costruire una rampa d’assalto per entrare dentro le mura. Gli ebrei costruirono un muro di terra e legno , ma alla fine i soldati romani riuscirono a distruggerlo con il fuoco e decisero di entrare il giorno successivo. Di notte il capo zelota Elear persuase gli ebrei di uccidersi piuttosto che cadere nelle mani dei romani, e dieci persone scelte a sorte hanno dovuto uccidere i loro compagni e a loro volta se stessi. I romani il mattino seguente entrano nella fortezza constatarono questo suicidio collettivo, solo alcune donne e bambini si erano nascoste in una caverna.Questo è il racconto straziante di Giuseppe Flavio.Masada fu abitata durante il periodo dei Crociati , poi il luogo fu abbandonato e la sua identità perduta.Nel 1838 due inglesi hanno trovato delle tracce e solo nel 1960 iniziarono gli scavi per far risplendere questo magnifico sito archeologico. La giornata non è finita , si prosegue per QUMRAN, fondata dagli Esseni nel II° sec. a.C. sulla riva occidentale del Mar Morto, vicino a Gerico, l’attuale Cisgiordania: Nell’estate del 68 d.C. Tito al comando della sua legione X , la distrusse. Qumran è famosa per la scoperta dei :” Manoscritti del Mar Morto”. Era il 1947 quando un beduino andando in cerca di una pecora smarrita trovò sette antichi rotoli in una delle grotte del posto e per vie traverse si venne a sapere della scoperta. Il frate R. de Vaux dal 1951 a 1956, accompagnato da un gruppo di archeologi francesi, scavò nella zona e si trovarono altri rotoli e delle costruzioni antiche che rafforzano la teoria che Qumran era di fatto il nucleo dell’attività Essena. Le grotte sono localizzate in dirupi di difficile accesso (adatto a nascondigli per manoscritti) e le varie costruzioni servivano per vari usi. I rotoli trovati in vasi di terracotta si conservarono per 2000 anni (grazie al clima particolarmente arido) contengono brani del Vecchio Testamento, gli Apocrifi e altri scritti Esseni. Una parte dei rotoli trovati sono visibili nel Eichal Ha’Sefer (Museo del Libro) che è parte del Museo di Israele. Gli Esseni erano asceti che davano grande importanza alla purità, conducevano vita comunitaria,avevano sale per assemblee,refettorio,cucina comune,sala di scrittura : qui gli Esseni evidentemente scrissero la maggior parte dei rotoli trovati nelle grotte. Qualcuno li ha definiti : una bomba teologica che potrebbe scoppiare creando polemiche sul vero contenuto degli scritti. Ripartiamo con destinazione Gerusalemme dove arriveremo in serata. Si sale attraverso valli dove si incontrano le tende dei pastori , sembra di essere nel vero paesaggio della Palestina di 2000 anni fa’,di qui passò il Cristo, i suoi discepoli ; di qui passarono i crociati per difendere Gerusalemme ; di qui passarono i romani, gli ottomani per conquistare la Città Santa, di qui passano i pellegrini e di qui passiamo anche noi , ad ogni tornante credi di scoprire Gerusalemme ,si arriva al borgo di Betania- la patria di Marta e Maria e valicato il Monte degli Ulivi si spalanca la visuale di Gerusalemme.*16 Settembre *
Siamo a Gerusalemme ! Una città che ti avvolge con delle emozioni dove ogni pietra ti sussurra il suo passato di sacralità,di spiritualità, di amore, di odio, ma anche il fascino della sua storia, dell’archeologia, dell’arte. La città vecchia ,divisa in 4 quartieri: Ebraico,Cristiano, Mussulmano, Armeno , è il cuore pulsante di Gerusalemme e dove convivono le tre religioni monoteistiche con i significativi luoghi di culto: *Per gli Ebrei il centro religioso è il Muro Occidentale , http://www.youtube.com/watch?v=y8YgR4nunVc detto il Muro del Pianto ed è quello che rimane del Tempio di Salomone distrutto dai Romani. Durante tutto il giorno e alla sera il Muro è frequentato da migliaia di Ebrei, da una parte gli uomini, dall’altra le donne,offrendo le loro preghiere e scrivendo i desideri del loro cuore su frammenti di carta che infilano tra le fessure del Muro. Vicino al Muro si trovano le labirintiche gallerie sotterranee del Muro Occidentale e che abbiamo visitato per circa due ore. *Per i Mussulmani la Spianata dove si trovano le Moschee di Omar e di Al Aqsa e luogo indicato da Dio ad Abramo (Monte Moriah) per il sacrificio del figlio Isacco e da cui il Profeta Maometto partì per il suo viaggio celeste.Purtroppo non è possibile visitare l’interno delle Moschee, è un vero peccato ! Sono riuscito a sbirciare tra le fessure delle finestre. Molto bello l’interno.
*Per i Cristiani le numerose chiese costruite sui siti dove Gesù predicò e i siti della Passione.Uno dei più importanti simboli del cristianesimo è la Via Dolorosa ,il percorso di Gesù dal tribunale al Golgotha dove venne crocifisso, oggi si percorrono le 14 Stazioni fino alla Chiesa del Santo Sepolcro ,meta di migliaia di pellegrini da tutto il mondo e vi si trova la pietra dell’unzione, dove il corpo di Cristo venne disteso prima della sepoltura per essere avvolto nella Sacra Sindone. Visitiamo il quartiere ebraico con le rovine romane di Cardo e la Cittadella di Davide, il Davidson Center , situato nel Parco Archeologico di Gerusalemme. La giornata è stata molto intensa e un buon riposo in hotel ci prepara per le visite di domani. *17 Settembre * Visitiamo AIN KAREM , secondo la tradizione in questa località nasce Giovanni il Battista e una Chiesafu costruita a ricordo dei fatti narrati da Luca:”" nella casa di Zaccaria Maria venne per salutare Elisabetta…. in quella casa nacque il Precursore”" In mattinata visitiamo il Museo di Israele ,la cupola bianca accoglie il Santuario del Libro ove sono conservati e custoditi i Rotoli del Mar Morto rinvenuti nella località di Qumran. Lungo il percorso si vede la grande Menorah di bronzo( candelabro a sette bracci ) dono del governo inglese, posta vicino alla Knesset (parlamento israeliano). Nel primo pomeriggio visitiamo HERODYON, uno dei siti più affascinanti di Israele, è un imponente palazzo fortificato costruito da Re Erode il Grande .Dopo Masada , è la più famosa fortezza per garantire la sicurezza del Re Erode. Visitiamo BETLEMME ( la casa del pane ) nel tardo pomeriggio.Dovete sapere che per entrare in Betlemme bisogna passare da un posto di blocco israeliano per il controllo dei passaporti, si entra in Palestina! Si scorge il famoso muro alto 7 metri . Raggiungiamo la Basilica e la grotta della Natività che secondo la tradizione è il luogo dove Cristo nacque dalla Vergine Maria. Sulla grotta fu edificata una chiesa voluta dall’Imperatore Costantino e da sua madre Elena verso il 325 d.C., la quale fu sostituita nel ’500 da un’altra di dimensioni maggiori , che è quella attuale. In epoca crociata, XII secolo, le pareti furono abbellite di preziosi mosaici dai fondi incrostati d’oro e di madreperla, dei quali rimangono ampi frammenti con scene del Nuovo Testamento. Nella Basilica si entra attraverso un umile ingresso ed è tenuta dalla Chiesa Greco-Ortodossa e Chiesa Apostolica Armena. Alla Grotta della Natività si accede attraverso un cunicolo uno per volta per avere un contatto personale con la spiritualità del luogo. A fianco della basilica sorge la Chiesa di Santa Caterina preceduta da un piccolo chiostro ed è tenuta dai frati francescani. Serve principalmente per le necessità della comunità cattolica di rito latino, da essa si scende alle grotte di San Girolamo ove vi si stabilì nel 386 ,vivendo vita monastica e dedicandosi allo studiodella Bibbia e producendo la sua celebre versione latina (vulgata), che divenne poi ufficiale nella Chiesa d’occidente. Un breve giro a piedi per la città di Betlemme per visitare alcuni negozi di artigianato e un contatto con la gente, molto disponibile a chiacchierare sul loro stato precario.In piazza stavano organizzando una festa in attesa del pronunciamento delle Nazioni Unite sullo Stato della Palestina.
Un particolare filmato sulla convivenza fra i vari componenti della chiesa che custodiscono la Basilica della natività Verso sera ritorniamo a Gerusalemme, ripartiremo per l’Italia domani:
* 18 Settembre *
Giornata libera ! Mi faccio un bel giro in mattinata da solo per gustarmi il centro storico e rivedere alcuni siti visitati velocemente nei giorni precedenti.
E’ stato un tour interessante , un po’ faticoso in particolare le visite archeologiche nel pomeriggio. Il tempo è sempre stato bello: E’ stata una bella esperienza. Abbiamo mangiato bene ed anche bevuto del buon vino della zona del Mar Morto.
Mi porto nello zaino:
*Masada
*Gerusalemme
*Betlemme
*Lago di Tiberiade
*Akko
*La gente di Israele
*La gente della Palestina
*La gente araba
Bibliografia: Pubblicazioni dell’Ente Turismo Israeliano – Viaggio in Terra Santa: L.Barzini
Partiamo con la raccolta firme! Ora serve l’impegno di tutti per raccogliere 7.500 firme autenticate entro il 25 giugno: servono gli autenticatori (consiglieri comunali e provinciali, notai, presidenti e vicepresidenti di circoscrizione, assessori, funzionari incaricati dal sindaco, giudici di pace, cancellieri e collaboratori di cancellerie dei tribunali e delle sezioni distaccate dei tribunali, il presidente della provincia e … il sindaco) persone al servizio della città che credono – al di là dell’essere favorevoli o contrari al passante nord – che i cittadini debbano essere interpellati, informati, coinvolti nelle scelte. Su www.traforo.ittrovate il ricco calendario con i luoghi dove è possibile firmare e dare una mano.
Fate il pieno di zampone e lenticchie che si va verso tempi amari. Proprio per questo vi auguro di sapervi guardare bene intorno, capire i segnali che la vita vi manda, e acchiappare tutto il bello che vi capita. Sicuramente ve lo meritate. E segnatelo sul che tra un anno ne riparliamo. Con i migliori auguriGianfalcoqui il pdf
Un’indagine economica ci informa che al Sud la vita costa il 16.5% in meno che nel resto d’Italia. Per i leghisti (il solito Calderoli in perenne defecazione verbale) è sufficiente per invocare il ripristino delle gabbie salariali, che di fatto esistono già. Infatti un altro pezzo di indagine ci fa sapere che i redditi medi nel meridione sono inferiori del 30% a quelli del povero Nord. Evitando di ragionare su questi dati, che aiuterebbero a capire meglio la situazione, e capendo di aver orinato fuori del vaso, Calderoli in parte ritratta (non era stato capito…) ma, tanto per confondere le acque, il capogruppo al Senato dei padani, che di nome fa Bricolo ma di cervello deve averne solo un briciolo, lancia l’idea di dare dignità costituzionale alle bandiere regionali. Non è né politica, né economia, e non s’accorgono di fare solo “ammuina“, come gli odiati napoletani.
“La gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica”. Per fare cassa… Tutto qui, deciso mentre ci si trastulla con sanremi, ronde, talpe, fattorie e grandi fratelli
Dice che vanno premiati col 10% del loro stipendio perché hanno raggiunto gli obiettivi. Ma per quello non c’è già lo stipendio (in questo caso di oltre diecimila euro mensili)? Va comunque elogiata la giunta regionale perché questa operazione permette di capire come mai, sempre in Veneto, non ci sono soldi per la cassa integrazione. Toppati
Mentre il mondo si trastulla e si attarda a cercare soluzioni, il nostro capo del governo – sbrigativo ed efficae cultore del fare – ogni giorno ci regala un prezioso consiglio. Oggi ci invitaa non cambiare abitudini, per far vedere alla crisi che ce ne fottiamo. E allora, teniamo duro, magari facendo qualche debito. Cosa vuoi che sia? A chi ha abbastanza anni e memoria, fa venire in mente quella versione goliardica del libretto di Mao che circolava negli anni ‘70. Una delle massime più gettonate recitava più o meno: “Se il nemico te lo mette nel di dietro, non muoverti e fa finta di niente. Altrimenti faresti il suo gioco”. Ecco, tutto ritorna. Magari da dietro.
Si capisce bene che non si fida nemmeno di quelli che lui ha nominato, altrimenti non andrebbe avanti a colpi di fiducia. Si vede che per lui le istituzioni sono un fastidio da evitare con la decretazione d’urgenza. Ora vorrebbe che a decidere fossero i soli capigruppo. Come peraltro facevano gli odiati comunisti nella tanto vituperata Russia di Stalin.
Tutto imporrebbe un rispettoso silenzio. E invece parlano senza sapere, senza capire, senza farsi capire. Loro sanno tutto e ci tengono a farcelo sapere via etere e via cavo: la vita è sacra, guai interrompere le cure, un essere umano ne ha diritto fino all’ultimo respiro… E poi con una legge negano in pratica le cure ai clandestini.
Eppure, secondo me nessuno ha ancora spiegato a Luiz Inàcio Lula che il Cesare Battisti che sta amorevolmente ospitando non è il geografo, politico e martire irredentista italiano dei libri di storia. E’ morto nel 1916.
Durante un breve soggiorno a Parigi ho avuto la possibilità di visitare l’Istituto del Mondo Arabo e precisamente il 29 Marzo 2011.
Per l’occasione sono riuscito a fare un servizio fotografico e che ho il piacere di proporvelo.
***Nel dicembre del 1987 apre le porte a Parigi l’Institut du Monde Arabe progettato da Jean Nouvel, Pierre Soria, Gilbert Lezénés e Architecture Studio, vincitori del concorso bandito dal Comune di Parigi nel 1981 a cui parteciparono sette gruppi di architetti francesi.
La sfida di Nouvel era quella di contenere una grande complessità di elementi in una forma semplice.
L’edificio dell’Instituto è costituito sostanzialmente di due grossi corpi uno rettangolare che affaccia su una grande piazza e uno fortemente appuntito con un profilo rettilineo e uno curvo verso la Senna.
In realtà l’IMA non è solo un’istituto di cultura araba: è un luogo dove si incontrano i parigini, è un museo e una biblioteca, è un incredibile belvedere ma è anche un cafè dove conversare e rilassarsi, è un luogo di studio e di confronto tra le due culture più rappresentate a Parigi, quella occidentale e quella islamica.
Il sito in cui sorge l’edificio è molto ricco di suggestioni: siamo nel cuore della città, sul lungosenna di fronte al pont de Sully, che unisce la riva sinistra all’île St-Louis.
La pianta dell’IMA è quindi legata al contesto: si tratta di una realizzazione molto urbana che tiene conto dello sviluppo della zona che la ospita.
Dalla terrazza superiore si ha una splendida vista sulla città: a Nord la Parigi medievale e Haussmaniana, (la facciata Nord, completamente vetrata, riflette la cattedrale di Notre Dame sull’île de la cité ), ad Est c’è la Parigi del XX° secolo con l’imponente Université de Jussieu, caratteristica architettura anni ’50-’60 in cemento e metallo con un fronte su pilastri di oltre 400 metri verso la Senna. La forte relazione con il luogo è uno dei punti di partenza del lavoro di Nouvel – “ciò che mi interessa è la pertinenza di una risposta rispetto ad un contesto specifico” ha affermato il celebre architetto – che non ama gli architetti che adottano soluzioni formali sempre uguali in ogni luogo di progetto.
Ma un buon progetto per Jean Nouvel nasce non solo da un’attenta analisi del luogo ma anche dall’uso di nuovi materiali e tecnologie. L’edificio di Jean Nouvel, interamente in metallo e vetro, ha la sua forza proprio nella coerenza data dal rigore geometrico e dall’armonia dei materiali utilizzati.
Qui utilizza un dispositivo dichiaratamente “high tech” nel trattare il fronte verso la piazza: le finestre infatti sono pensate come diaframmi mobili di una macchina fotografica. La luce filtra nell’edificio in quantità inversamente proporzionale alla sua intensità, grazie a speciali dispositivi che reagiscono al calore, modificando di fatto l’immagine del prospetto esterno durante tutto l’arco della giornata. Questo gli permette di rendere omaggio alla cultura araba realizzando una facciata che nella trama astratta e geometrica richiama in qualche modo gli “arabeschi” e ottenendo un suggestivo spazio interno in cui la luce non è diffusa né concentrata in poche aperture ma entra negli ambienti attraverso piccoli e numerosi fasci luminosi che conferiscono un carattere quasi sacrale allo spazio.”"”
Bibliografia: Routard-Luca Reale da Stil.it
Fotografie:B.Roveran
* L’Institut du Monde Arab si trova in:
1 Rue des Fossès – Saint Bernard V° Arrondissement- E’ aperto dalle 10 alle 18- Chiuso il lunedi.